Sai che puoi usare il tuo profilo LinkedIn anche come un blog? Oggi ti spiego come funziona con l’ex- Pulse, come appunto si chiamava il blog LinkedIn: perché dovresti utilizzare questa funzione, come scrivere un articolo e quali contenuti postare.
Perché scrivere un articolo blog su LinkedIn?
Certo, scrivere un vero e proprio articolo è un’attività che richiede un investimento di tempo ed energia. Ma è un investimento utile sia dal punto di vista del personal brand che del prospecting.
Il blog LinkedIn infatti è lo strumento perfetto per condividere valore con chi ti conosce già e vuole avere di più da te perché ti permette di condividere contenuti dettagliati anche lunghi ed educativi, con cui mostrare al target le tue conoscenze e competenze.
I vantaggi
I vantaggi di utilizzare LinkedIn come strumento di blog sono diversi. Non solo per leggerli non c’è bisogno di essere registrati su questo social, ma inoltre:
- usando il blog di LinkedIn, non hai bisogno di abbonarti a un’altra piattaforma e creare un nuovo dominio;
- hai già una base di collegamenti e persone che ti seguono che sicuramente vedranno i tuoi articoli nel loro feed, mentre tenendo un blog esterno dovresti portarli a cliccare, uscire dal social e accedere al tuo sito;
- se hai già un sito web con un blog, puoi condividere i tuoi articoli anche su LinkedIn per raggiungere i tuoi collegamenti e i tuoi followers in modo più rapido;
- hai un unico nodo professionale che raggruppa il tuo curriculum e tutti i tuoi contenuti;
- A Google piace LinkedIn perché lo reputa affidabile, quindi gli articoli che scrivi sul social hanno buone probabilità di venire indicizzati sul motore di ricerca e di posizionarsi bene, soprattutto in alcuni settori.
Come funziona l’ex-Pulse?
Qualche tempo fa LinkedIn lavorava con Pulse, una piattaforma di blogging a sé stante, ma integrata in LinkedIn. Oggi Pulse è stata sostituita da una piattaforma di publishing interna a LinkedIn, da cui puoi scrivere ed editare un articolo fino a 125.000 caratteri.
Gli articoli sono visibili sul tuo profilo LinkedIn e, così come i post LinkedIn, possono ricevere reaction ed essere commentati dalle persone che ti seguono.
Inoltre sono presenti degli insights relativi al numero di visualizzazioni e all’engagement, proprio come per i post “classici”.

Come scrivere un articolo su LinkedIn
Facilissimo: sai la barra da cui scrivi i post, su cui è scritto “avvia un post”? All’interno della stessa barra c’è l’opzione “Scrivi un articolo”.

Clicca su di essa e si aprirà un editor molto intuitivo dove scrivere e formattare il tuo articolo, inserendo anche foto, menzioni, link esterni, hashtag, caroselli, citazioni. Non è molto diverso dall’editor degli articoli di CMS come WordPress.

Inserirai quindi il titolo del tuo articolo e l’immagine principale, che sarà la stessa che sarà riporposta nel momento in cui condividerai l’articolo. Avrai a disposizione un menù semplificato, ma comunque con abbastanza funzioni da permetterti di formattare bene l’articolo. Ora ha questo aspetto:

“Stile” ti permetterà di scegliere il livello del testo, ossia se debba essere un comune paragrafo o un’intestazione (H2 o H3).
Elenchi puntati e numerati seguono a grassetto e corsivo. Le virgolette corrispondono al “blockquote”, quindi a un’area di testo in cui inserire una citazione in evidenza. Il tasto del codice, in maniera non molto intuitiva, attiva un’area in evidenza, come quella che segue:

Il divisore, ossia la linea orizzontale, è utile a separare in maniera più netta campi diversi di testo (es. un sottotitolo dal resto dell’articolo o una CTA finale), mentre davvero molto utile è il simbolo che richiama lo sviluppo. Dopo il tasto del link, che permette appunto di fare collegamenti ipertestuali (“follow”), troviamo il simbolo della chiusura di stringa (</>), con cui poter fare tanti embed, ossia di intergrare nell’articolo video, tracce musicali, thumb di altri articoli e tutte le incorporazioni possibili a cui LinkedIn lavora continuamente. Infine, la possibilità di inerire altre immagini, oltre quella principale.

Infine in “Gestisci” puoi vedere l’anteprima dell’articolo, pubblicarlo, programmarlo, inserire i campi SEO per posizionarlo su Google (quindi title e metadescription). Funzionalità molto interessante (ma che ha bisogno di un capitolo a parte) è la possibilità di dar vita a una newsletter.
Come organizzarsi con la pubblicazione del Blog
Come gestire gli articoli LinkedIn? Gli step fondamentali sono:
- crea un Piano Editoriale in cui stabilire i macroargomenti da trattare in base al tuo obiettivo e la frequenza di pubblicazione;
- rispetta sempre il tuo personal brand, e dunque il tuo tono di voce distintivo, il tipo di valori che vuoi far trasparire, le tue parole chiave ecc…
- progetta dei contenuti e stila un vero e proprio calendario editoriale.
Come scegliere i contenuti per il blog Linkedin
Il blog LinkedIn ha senso solo se qualcuno lo legge, e questo qualcuno deve essere la tua nicchia. Quindi, in fase di elaborazione del piano editoriale e di scelta sia dei macroargomenti che dei contenuti veri e proprio, pensa al tuo target e capirai cosa vuole leggere o vedere da te su LinkedIn:
- Che tipo di contenuti possono essere ritenuti utili e di valore per il tuo target?
- Quali sono le domande dei tuoi clienti a cui rispondi più di frequente?
- Qual è il problema principale della tua nicchia?
Le risposte a queste domande corrisponde a ciò che interessa al tuo target e ciò per cui è disposto a “perdere tempo” per leggere un intero post. Per trovare idee, puoi:
- ricorrere anche a strumenti di ricerca delle parole chiave, come Answer the Public, Google Trends o Google Adwords;
- spulciare i blog e i profili LinkedIn dei competitors che stanno lavorando bene;
- osservare i profili LinkedIn della tua nicchia per capire di cosa parla, cosa trova interessante, quali sono gli argomenti in trend.
Ottimizzare gli articoli blog LinkedIn
Ultimo ma non meno importante: renditi rintracciabile da Google. Quando inizi a scrivere un articolo, stabilisci una parola o una frase chiave, che deve corrispondere a ciò che il tuo target potrebbe potenzialmente cercare su Google. Segui le best practise della SEO, in modo che il motore di ricerca “capisca” che stai parlando proprio di quell’argomento.
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