Partiamo dalle basi, ovvero da cosa sono i collegamenti LinkedIn. Per utilizzare LinkedIn al meglio e mettere in pratica una strategia, hai bisogno di qualcuno che veda i tuoi contenuti e che puoi contattare in privato: in altre parole, è necessaria una rete di persone, che su altri social vengono chiamate “amici” ma che su LinkedIn sono definite “collegamenti”. Per costruire la tua rete puoi inviare richieste di collegamento o accettare le richieste altrui.
I gradi di collegamento
I collegamenti non sono tutti uguali. Accanto al nome della persona che stai cercando su LinkedIn, noterai un numero ordinale: 1°, 2° o 3°. Ecco cosa succede, per esempio, se provo a cercare Giacomo:

Questi numeri indicano il grado di collegamento, che influisce su come puoi interagire e relazionarti con quella persona:
- Collegamenti di 1° grado: sono le persone con cui sei direttamente collegato perché hai inviato loro una richiesta o hai accettato il loro invito di collegamento. Fate parte delle rispettive reti, dunque vedrete le attività e i contenuti l’uno dell’altro nel feed di LinkedIn e avete la possibilità di contattarvi inviandovi messaggi diretti. È il caso, ad esempio, di me e Giacomo.
- Collegamenti di 2° grado: sono le persone collegate con i tuoi collegamenti di 1° grado, in pratica degli “amici di amici”. Non fate parte delle rispettive reti, quindi non vedete i rispettivi contenuti nel feed e potete messaggiare solo tramite InMail (disponibile solo per gli utenti Premium), ma potete inviarvi una richiesta di collegamento in modo da diventare collegamenti di 1° grado.
- Collegamenti di 3° grado: sono le persone collegate con i tuoi collegamenti di 2° grado, quindi “amici degli amici dei tuoi amici”. Le persone che ho trovato nell’immagine precedente, ad esempio, sono collegate con alcuni dei collegamenti di Giacomo, quindi per me risultano di 3° livello. In questo caso, come per i collegamenti di 2° grado, non vi vedete nei rispettivi feed e potete contattarvi solo tramite InMail. In più, potete inviarvi una richiesta di collegamento solo in alcuni casi: come vedi nell’immagine, solo per alcuni ho l’opzione Collegati.
Ecco una piccola tabella riassuntiva per chiarire meglio:
| Collegamento di 1° Grado | Collegamento di 2° Grado | Collegamento di 3° Grado | |
| Richiesta di collegamento | Già collegati | ✔ | Solo se visualizzi nome e cognome completi |
| Parte della rete di collegamenti | ✔ | ✘ | ✘ |
| Contenuti mostrati nei rispettivi feed | ✔ | ✘ | ✘ |
| Come contattarlo | Messaggio privato | InMail (a pagamento) | InMail (a pagamento) |
C’è differenza tra collegarsi e seguire?
Collegarsi e seguire non sono la stessa cosa. I collegamenti sono come gli amici di Facebook: siete reciprocamente connessi e vedete l’uno i post dell’altro; i follower, invece, sono come quelli di Instagram e rappresentano una relazione a senso unico: seguono gli aggiornamenti di una persona senza necessariamente far parte della loro rete di contatti.
Se segui una persona su LinkedIn senza collegarti con lei vedrai i suoi contenuti nel tuo feed e potrai interagire con essi, mentre lei (a meno che non decida di seguirti a sua volta o di collegarsi con te) non avrà accesso ai tuoi contenuti. In più non potete scambiarvi messaggi privati.
| Collegamento di 1° Grado | Following | |
| Parte della rete di collegamenti | ✔ | ✘ |
| Contenuti mostrati nei rispettivi feed | ✔ | Tu vedi i suoi ma lui non vede i tuoi |
| Messaggi diretti | ✔ | ✘ |
A cosa servono i collegamenti LinkedIn e perché sono importanti
I collegamenti LinkedIn sono importanti perché, come ti dicevo, vanno a formare la tua rete, cioè quell’insieme di persone rilevanti e interessanti dal punto di vista professionale che:
- vedranno i contenuti di valore che pubblichi su LinkedIn: così potrai posizionarti nella loro mente in modo ottimale, fornendo valore, educando e comunicando il tuo personal brand, le tue competenze e i tuoi risultati;
- potranno interagire con i tuoi contenuti e (soprattutto) tu potrai interagire con i loro: l’interazione è la base per creare una relazione con un prospect;
- potrai contattare via messaggio per trovare nuovi clienti: un altro tassello fondamentale per il prospecting;
- i collegamenti possono essere aggiunti nel tuo CRM, in modo da organizzarli al meglio anche esternamente a LinkedIn e inserirli all’interno della tua pipeline di vendita e della tua strategia di email marketing.
Su questa integrazione strategica tra LinkedIn e CRM, noi di Result Consulting abbiamo fondato il nostro metodo di sviluppo business, personalizzabile a seconda delle esigenze dell’azienda e soprattutto efficace nel 100% dei casi. Seriamente, nel 100% dei casi: basta guardare i case studies dei nostri clienti.
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Quanti collegamenti bisogna avere su LinkedIn
Sarò banale, ma ciò che importa non è tanto la quantità quanto la qualità.
Certo, postare regolarmente su LinkedIn quando si hanno 10 collegamenti può essere una perdita di tempo, dato che creare contenuti interessanti è un lavoro impegnativo, e ottenere un numero limitatissimo di views e interazioni sarebbe deludente. Ma perderesti tempo allo stesso modo se i collegamenti fossero 10.000 ma non facessero parte della tua nicchia, non fossero interessati a quello che scrivi e non avessero la minima chance di diventare potenziali clienti.
Come ripetiamo sempre, non ha senso parlare se non abbiamo un’audience interessata a ciò che diciamo e disposta ad ascoltare. Quindi è importantissimo ampliare la propria rete di collegamenti di primo livello, ma lo è altrettanto selezionare le persone da aggiungere a questa rete.
Chi aggiungere su LinkedIn?
La creazione di una rete di collegamenti LinkedIn deve avere uno scopo, e i collegamenti che aggiungi devono essere aderenti a questo scopo. Il tuo profilo può essere orientato al:
- prospecting e alla vendita, allora i tuoi contatti devono essere potenziali prospect e potenziali clienti appartenenti alla tua nicchia specifica, insieme ai tuoi attuali ed ex clienti che potrebbero confermare le tue competenze e lasciarti recensioni.
- tenerti informato sulla concorrenza, e quindi segui chi lavora nelle aziende competitor.
- cercare un nuovo lavoro o una nuova opportunità di collaborazione, allora punti su aziende con cui vorresti lavorare, sui manager e sugli imprenditori.
- personal branding? Perfetto, segui colleghi e clienti attuali e passati, che potrebbero appoggiarti con commenti e recensioni, e i potenziali, che impareranno a conoscerti.
- restare informato sul tuo settore? Segui gli opinion leader di riferimento.
Insomma, in linea di massima, ecco quali sono le persone con cui collegarti e da accettare quando sono loro a farti richiesta e quelle, invece, da evitare:
| Da accettare | Da rifiutare |
| ✅ Clienti attuali ✅ Ex clienti ✅ Potenziali ✅ Colleghi attuali ✅ Ex colleghi ✅ Compagni di università e corsi ✅ Persone che sono state, sono o potrebbero essere rilevanti per il tuo profilo professionale e il tuo obiettivo | ❌ Persone che non hanno attinenza con il tuo profilo professionale passato, presente e potenzialmente futuro né il tuo obiettivo su LinkedIn (area geografica diversa, settore diverso ecc…) ❌ Profili fake: spesso hanno nomi strani, una località geografica remota e un numero di collegamenti che può essere estremamente basso oppure elevatissimo ma privo di coerenza geografica o professionale |
Come aggiungere collegamenti LinkedIn
Veniamo alla parte pratica, ovvero a come si aggiungono dei nuovi collegamenti LinkedIn. Inizia dalle persone che conosci personalmente, come colleghi o ex compagni di scuola:
- accedi a LinkedIn;
- nella barra di ricerca, scrivi il nome della persona che vuoi aggiungere;
- apri il suo profilo;
- clicca sul pulsante Collegati.

A questo punto devi solo aspettare che la persona a cui hai inviato la richiesta accetti. Poi puoi inviare richiesta di collegamento LinkedIn anche ai contatti di secondo grado, ovvero i collegamenti dei tuoi collegamenti, fino a crearti una rete numerosa, ma soprattutto coerente e rilevante. Attenzione: aumenta la possibilità che accettino la tua “amicizia”, personalizzando il messaggio da affiancare alla richiesta di collegamento.






