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KPI per il marketing: quali devi tenere d’occhio

KPI sta per Key Performance Indicator, ovvero indicatori di prestazione che, nel marketing, sono impiegati per monitorare i risultati di attività come campagne adv, gestione organica dei social, performance del sito aziendale, newsletter e, in pratica, tutto. I KPI sono sempre esistiti, anche nel mondo del marketing tradizionale, ma nel digital si estendono a qualsiasi task e diventano estremamente precisi, poiché tutto è tracciabile e misurabile.

I KPI hanno lo scopo di tenere sotto controllo il grado di raggiungimento degli obiettivi che ti sei prefissato in fase strategica, qualsiasi sia il settore in cui operi. Ad esempio, esistono KPI che i venditori devono osservare con attenzione. Allo stesso modo, una digital strategy che non monitora i KPI giusti vuol dire lavorare completamente a caso: senza obiettivi definiti e strumenti per misurarne il raggiungimento.

Quanti KPI nel marketing!

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Ci sono davvero un’infinità di KPI che è possibile monitorare. In fase strategica deciderai quali indicatori misurare in base ai tuoi obiettivi di marketing e ai mezzi strategici a cui li applichi (social network, sito web, newsletter e così via). Ce ne sono però alcuni molto utilizzati e interessanti, che dovresti conoscere. Ecco quali.

KPI per i social network

  • Reach: corrisponde al numero di persone uniche che hanno visualizzato il contenuto, quindi l’audience raggiunta.
  • Impression: numero di visualizzazioni totali; se un utente ha visualizzato il tuo contenuto più volte, viene conteggiata ogni sua visualizzazione. Tra le statistiche LinkedIn relative ai post, ad esempio, trovi dati relativi a queste KPI.
  • Engagement rate: il tasso di coinvolgimento generato dal contenuto, cioè il numero di risposte generate rispetto al totale dei followers. Corrisponde alla somma di mi piace, commenti, condivisioni di un contenuto divisa per il numero di follower e moltiplicata per 100.[(reazioni+commenti+condivisioni) / followers totali] x 100
  • Crescita dell’Audience: utile per i social ma anche per le newsletter è la crescita dell’audience, cioè l’andamento del numero di follower o di iscritti.

KPI per campagne di advertising

  • ROI (Ritorno d’Investimento): è un KPI molto utilizzato per valutare l’efficacia di tutte le attività di marketing. La formula è: Guadagno derivante dall’investimento – Costo dell’investimento) / Costo dell’investimento.
  • ROAS (Return on Advertising Spend): KPI fondamentale per valutare quanto hanno generato le singole campagne di advertising. È un valore percentuale che si calcola dividendo le entrate per i costi della campagna (Entrate generate dalla campagna pubblicitaria / Costo della campagna pubblicitaria).
  • CR (Conversion Rate): Il tasso di conversione indica la percentuale di utenti che hanno effettuato l’operazione che hai promosso attravero una campagna.
    Ad esempio, se hai creato una campagna per far iscrivere più persone possibili alla tua newsletter, il CR sarà la percentuale di visitatori unici che si è effettivamente iscritto a fine campagna.
  • CPA: si abbina spesso al CR ed indica il costo (e dunque l’investimento effettuato dall’azienda) per ogni conversione (è quindi Costo per Acquisizione) o indica il costo sostenuto dall’azienda per ogni utente che ha compiuto una specifica azione (diventa quindi Costo per Azione).
  • CPL (Costo per Lead): rappresenta l’investimento effettuato per acquisire ogni nuovo lead, ad esempio a seguito di una campagna marketing, quindi aiuta a capire qual è stata la redditività della campagna.
  • Numero di Lead: insieme al costo dei leads, viene misurato spesso anche il numero di leads generati da una campagna.
  • CAC (Customer Acquisition Cost) e CLV (Customer Lifetime Value) sono due KPI che viaggiano spesso insieme. Il CAC indica il costo sostenuto per conquistare un cliente, il CLV invece indica il profitto medio generato da ciascun cliente. Ovviamente, un’azienda di successo deve avere un CLV maggiore del CAC.

KPI per newsletter ed email

  • Open rate: il tasso di apertura è un KPI Marketing utilizzato per le newsletter e indica il numero di visitatori unici che hanno effettivamente aperto le email.
  • Click sui link, ossia le volte che l’utente, dalla mail, clicca sulle azioni che aprono altri contenuti (generalmente il sito).

KPI per siti web

  • Numero di visite: KPI di marketing abbastanza semplice da interpretare, poiché si tratta del numero di visitatori che hanno aperto il tuo sito web.
  • Bounce Rate: è il cosiddetto “tasso di rimbalzo, e indica il numero di utenti che abbandonano il tuo sito entro pochi secondi e senza compiere nessuna azione.
  • Tasso di permanenza: indica il tempo medio di permanenza degli utenti su una pagina o sul tuo sito web, e ti dà un’idea di quanto i contenuti che proponi siano interessanti e soddisfacenti per la tua nicchia.
  • AOV (Avarege Order Value): gli e-commerce sono siti nati con lo scopo specifico di vendere, per cui hanno KPI che ruotano intorno a questo obiettivo. Uno dei più importanti è l’ordine medio di spesa degli utenti, che si calcola fissando un lasso temporale, calcolando i ricavi totali, il numero di ordini e dividendo questi ultimi due dati.

KPI e Lead gen

La lead generation, ossia la strategia strutturata per creare contatti, rappresenta un’insieme di azioni che fanno parte del marketing. Le metriche da tenere in cosiderazione, dunque, saranno quelle che ho esposto sinora. Tuttavia in questo caso bisognerà concentrarsi su alcuni elementi in particolare, come ad esempio il numero di lead e la loro provenienza. Insomma, dal momento che qui ci occupiamo soprattutto di strategie per il B2B, mi sembrava giusto segnalare il nostro approfondimento sulle KPI della lead generation.

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Come misurare i KPI

Alcuni KPI Marketing vengono automaticamente misurati nelle statistiche di alcuni social, piattaforme di email marketing e host di siti web. Altri KPI , ad esempio quelli relativi alle campagne, possono essere tracciati con Google Analytics, Google Ads o con altri software di analisi.

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