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Personal Branding: l’arte geniale di spiccare sul web

Imprenditori e professionisti in posa per profilo social

Ogni professionista o imprenditore ha sentito parlare di personal branding almeno una volta nella vita. E un motivo c’è: è una delle chiavi del successo. Ma esattamente, cos’è? Perché è tanto importante e come (e dove) si fa? In questa guida risponderemo a tutte le tue domande a riguardo.

Che cos’è il Personal Branding

Il Personal Branding è la gestione strategica della tua immagine professionale. Corrisponde alla reputazione che ti crei e che raggiunge i tuoi potenziali prospect; deve comunicare quello che io chiamo il tuo X Factor: cioè quelle caratteristiche e quei valori che ti distinguono dai competitors e che ti rendono la perfetta risposta alle esigenze della tua nicchia.

Un esempio per capire meglio

Per capire il valore del personal branding, per un attimo concentriamoci di più sull’aspetto “brand” e un po’ meno sul “personal”. Immagina te stesso come un marchio qualsiasi. Dai un’occhiata a questo logo:

Google, un logo che rinvia immediatamente a valori e servizi

Senza dubbio ti sarà venuto in mente in meno di un secondo il nome del marchio che rappresenta, cosa fa quel marchio, e almeno due o tre servizi ad esso correlati: questo significa che il marchio è riconoscibile, si distingue dalla concorrenza, è memorabile, e ha saputo creare un set di prodotti e servizi con grafica e colori simili e quindi facili da legare alla casa madre. Tutto questo è il branding.

Il personal branding è la stessa cosa, ma applicata alla persona singola, e non all’azienda. Più avanti vedremo tre esempi di brand personali forti su LinkedIn, ma per ora vediamo quali sono le caratteristiche del personal branding.

Caratteristiche

Per risultare efficace, il tuo personal brand deve essere:

  • riconoscibile: la tua identità visiva e il tuo tono di voce devono essere inconfondibili. Pensa all’esempio precedente e a come la grafica e i colori riescano a farti associare facilmente le mappe o il browser al popolare motore di ricerca;
  • veritiero: non devi costruirti un personaggio, ma comunicare il vero te stesso, mantenendoti in linea con i valori e le esigenze del tuo target di riferimento;
  • memorabile: per spiccare tra la folla e distinguerti dai competitor, la tua reputazione deve essere facile da ricordare e da associare;
  • consistente: il tuo brand va mantenuto stabile e riconfermato continuamente, senza cambiamenti repentini o uscite fuori dai binari. In altre parole: se oggi sostieni di tifare Milan, domani non puoi dichiararti fan della Juve.

A cosa serve il Personal Brand?

Con l’esperienza abbiamo notato che molti imprenditori e professionisti tendono ad associare il personal branding a “una roba da influencer”. Invece non è così: creare e curare il tuo personal branding è fondamentale per comunicare i tuoi valori e le tue capacità, differenziarti dai competitor, generare fiducia e guadagnare autorevolezza. Tutti fattori importantissimi per vendere.

Si tratta di una vera e propria strategia di posizionamento, importante per essere riconosciuto e giudicato affidabile. Forte di un’immagine personale autorevole, imprenditori e professionisti possono vendere i propri servizi e beni più facilmente e a un prezzo maggiore.

Tips fondamentali per creare il tuo Personal Brand

Creare e sviluppare il proprio personal brand richiede tempo, costanza e strategia: insomma, è impegnativo (ecco perché rientra tra i servizi che offriamo), ma se c’è qualcosa su cui non ho assolutamente nessun dubbio è che in questo caso il gioco vale la candela, al 100%. Ci sono alcuni step immancabili nella caratterizzazione del proprio marchio: ecco quali sono.

1. Scopri la tua nicchia

Sappiamo bene che vendere a tutti non funziona. Tu, a chi ti rivolgi? Qual è il tuo cliente-tipo? Sii specifico nel definire la tua nicchia: si tratta di quel gruppo di persone che tu sei in grado di aiutare con il tuo lavoro, e che a loro volta sono interessate a ciò che tu puoi offrire loro e sono disposte a spendere per avere i tuoi servizi.

Qual è i tuo X-Factor?

Cosa ti rende la migliore opzione per soddisfare le esigenze della tua nicchia? Cosa ti differenzia dai competitors? Quali sono i valori, gli interessi, le capacità, le esperienze che ti contraddistinguono rendendoti unico? Come vuoi essere percepito dai tuoi potenziali clienti?

Le risposte a queste domande sono importantissime, perché rappresentano il tuo X-Factor: quello che sta al cuore della tua comunicazione e del tuo self brand, quindi il contenuto, ma anche il modo in cui veicoli questo contenuto, cioè il tuo tono di voce.

2. Tone of Voice

Facciamo finta che tu sia un guru dei social e che voglia suggerire nuovi metodi per aumentare i follower su una piattaforma. Come intitoleresti il tuo post su LinkedIn? Ecco alcune opzioni:

  • Ti svelo il mio segreto per guadagnare follower!
  • Ecco il miglior metodo per guadagnare follower onestamente.
  • Volevo aumentare i miei followers e l’ho fatto: ecco come.
  • Vuoi aumentare i tuoi followers? Io so come fare.

Come avrai sicuramente notato, le opzioni dicono tutte la stessa cosa: che tu sai come guadagnare follower e vuoi condividerlo con chi ti legge. Ogni opzione, però, dice questa cosa il modo diverso, facendoti sembrare più o meno diretto, amichevole, sicuro di te, professionale.

Questo accade perché cambia il Tone of Voice, cioè il modo in cui ti poni. Chiediti come vuoi sembrare: simpatico e amichevole? Professionale e distaccato? Determinato e sicuro di te? Onesto e diretto?

In base a questo, elaborerai ciò che hai da dire in modo diverso.

3. Le parole chiave che identificano i tuoi valori

Una volta stabilita la tua nicchia e il tuo fattore X, devi trovare le parole chiave che rappresentano i tuoi valori, la tua vision, il tuo tono di voce, ma anche la tua nicchia, i suoi problemi, le sue esigenze. Queste parole devono comparire in ogni tuo contenuto.

4. Essere presenti online

Se non esisti online, è come se non esistessi proprio. Per fare personal branding, ovviamente, è fondamentale essere presenti online con un ottimo sito web; e con una presenza social forte e costante.

Per quanto riguarda i social, ti consiglio di iniziare da LinkedIn: il social network dedicato al mondo del lavoro, ottimo se lavori nel B2B. Poi, analizza la tua nicchia e entra nei canali di cui i suoi componenti fruiscono: Instagram, Telegram, Facebook, TikTok, i podcast di Spotify, Twitter e via dicendo.

5. Sviluppa una content strategy

Una volta compreso su quali canali devi essere presente, devi capire anche quale tipo di contenuti progettare. Puoi comunicare con foto e video, con brevi post, con guide ed ebook, con infografiche. Non dimenticare mai di dedicare dello spazio ai case studies di successo e di studiare format che suggeriscano al tuo target costanza, affidabilità e coerenza. Tutto deve essere commisurato al tuo target e ai media che deciderai di usare.

Una content strategy su LinkedIn, ad esempio, farà leva su case study, insight, tutorial e altri contenuti ideali per la comunicazione B2B. Fare di sé un brand vuol dire necessariamente raccontarsi, per cui fai sempre attenzione a parlare di te nel modo giusto e in maniera strategica.

Hai un network abbastanza ampio?

Ovviamente, se non hai delle persone che ti stanno ad ascoltare, qualunque contenuto si limita a cadere nel vuoto. Ecco perché è importante crearsi una rete di contatti di valore, interessanti e interessati, e prendersene cura interagendo con questi contatti e condividendo valore con loro.

Strumenti per creare il proprio Self Brand

Non basta sapere cosa fare per farlo bene. Definiti i tips e i passaggi per creare il proprio brand, bisogna capire come fare. Per questo motivo vediamo due elementi strategici fondamentali, da usare insieme: il Personal Branding Canvas e la Personal SWOT analysis.

Strumento #1: Personal Branding Canvas

Hai mai sentito parlare di Personal Branding Canvas? Si tratta di uno strumento visuale elaborato da Luigi Centenaro, fondatore di BigName, con cui studiare e sviluppare la propria strategia di personal branding. Ma di cosa si tratta di preciso e come si usa?

Cos’è e a cosa serve

Iniziamo a dire cosa sono i canvas. Sono degli schemi visivi, che si compongo di domande aperte aventi lo scopo specifico di farti riflettere sulle situazioni proposte. Sono compilati utilizzando i post-it in modo da rimanere sempre aggiornabili e modificabili. Una volta compilati, i canvas ti danno una visione di insieme della situazione.

Il Personal Branding Canvas applica l’idea alla base dei canvas al Personal Branding. È stato creato ormai 10 anni fa da Luigi Centenaro, CEO di BigName, che lo aggiorna costantemente.

Lo scopo del Personal Branding Canvas è di semplificare e velocizzare lo sviluppo della strategia di self branding grazie alla sua rappresentazione visiva, ottenuta attraverso un esercizio di autoriflessione. Ti permette di descrivere, progettare e reinventare le tue caratteristiche e la tua promessa di valore in funzione degli obiettivi e delle sfide che stai vivendo, fornendoti, alla fine della compilazione, una visione dall’alto di tutti i punti di forza che vuoi comunicare.

In pratica, a colpo d’occhio ti fa capire concretamente qual è il valore aggiunto che ti rende speciale e su cui devi puntare nella tua strategia di comunicazione online.

personal branding canvas
Puoi scaricare il canvas completo su BigName.it

Come funziona il Personal Branding Canvas?

Il Personal Branding Canvas è strutturato in blocchi. Centenaro consiglia di partire dal pubblico o, meglio, il tuo cliente ideale: le persone che vuoi che sappiano di te, che vuoi influenzare. In pratica, il tuo cliente ideale. Chiediti chi sono, cosa fanno, da chi si lasciano influenzare, dove lavorano, a quali community appartengono, quali opinioni hanno, soprattutto, quali sono i problemi e le esigenze che hanno e che tu potresti risolvere.

Poi si passa a sinistra, dove c’è l’Arena: ovvero il contesto in cui competi, il terreno professionale, il mercato a cui appartieni. Attorno all’arena troviamo 4 punti fondamentali:

  • Identità. In quest’area dovrai raccontare chi sei e cosa ti rende speciale: le caratteristiche rilevanti, il tuo vissuto professionale, i tuoi valori, i tuoi interessi, ma anche e soprattutto lo scopo, cioè il motivo principale per cui fai ciò che fai, e la vision, cioè quello che desideri diventare nel lungo periodo.
  • Professione. Parla di cosa fai e di come lo fai: qual è la tua professione, che tipo di approccio segui, come ti relazioni con il pubblico, le tue mansioni.
  • Competenze. Cosa sai fare?
  • Ragioni per credere. Perché il tuo Pubblico dovrebbe fidarsi di te? Elenca i fatti dimostrabili che ti rendono credibile e affidabile: esperienze professionali, risultati ottenuti, pubblicazioni, attestati, numeri.

In base a questi fattori, potrai elaborare la tua Promessa, cioè quello che prometti al tuo pubblico: tutti i benefici funzionali, emozionali, culturali, sociali, aspirazionali e di autoespressione che puoi generare. Spiega che tipo di persone li aiuterai a diventare, quali emozioni proveranno grazie a te, che tipo di problemi risolverai. Tutta questa parte rappresenta ciò che andrai a comunicare al tuo pubblico attraverso al tua strategia di personal branding.

Come comunicare tutto questo? Entriamo nell’area dei Concorrenti, cioè dell’insieme di prodotti, servizi e persone con i quali il tuo Pubblico ti confronterà. Qui le aree da compilare sono:

  • Posizionamento. Perché il pubblico dovrebbe considerare proprio te? Indica quali sono gli aspetti più rilevanti: valori che ti ispirano, risorse che ti rendono credibile, competenze che ti distinguono, la professione con delle peculiarità distintive, un pubblico specifico su cui ti focalizzi.
  • Comunicazione, cioè come ti fai conoscere dal tuo pubblico e come crei una relazione con il tuo target. Questa è la parte più puramente strategica e riguarda la tua immagine visuale, verbale e personale, lo storytelling che vuoi portare avanti, le piattaforme su cui intendi promuoverti e così via.

Infine, arriviamo al Ritorno sugli Investimenti, ossia la parte bassa del Canvas, che si divide in due aree:

  • Investimento: di cosa hai bisogno per fare del personal branding di successo? Qui dovrai quantificare tutti gli investimenti da fare in beni, servizi, consulenze, eventi, formazione, comunicazione.
  • Risultati, cioè ciò che ottieni dalla tua attività di personal branding: sei conosciuto, compreso, valorizzato, considerato, scelto, confermato, consigliato?

Istruzioni su come usare il Personal Branding Canvas

Ti ho spiegato a grandi linee in cosa consiste il Personal Branding Canvas: ora ti spiego come usarlo.

  1. Scarica il Canvas da stampare su BigName (è gratis).
  2. Stampalo possibilmente su un foglio A1, in modo da poter lavorare con comodità.
  3. Munisciti di tanti post-it.
  4. Il creatore del Canvas consiglia di compilarlo in questo ordine: pubblico, competenze, identità, credibilità, professione, arena, promessa, concorrenti, posizionamento, comunicazione, investimenti, risultati.
  5. Leggi le domande presenti nei vari blocchi e rispondi aiutandoti con le categorie e i suggerimenti.
  6. Non pensarci troppo: rispondi alle domande scrivendo da una a 3 parole su un post-it e incollali nell’area di pertinenza. Se una domanda ha tante risposte, usa altrettanti post-it: su ognuno va evidenziato un solo concetto nel modo più semplice, chiaro e sintetico possibile.

Una volta compilato il documento, potrai guardare dall’alto il tuo personal branding nella sua completezza:

  • se non hai ancora una strategia di personal branding, puoi aiutarti con le tue risposte per elaborarne una. Sarà un processo rapido, perché hai praticamente tutti gli elementi già pronti davanti ai tuoi occhi!
  • se hai già una strategia, questo strumento ti aiuterà a capire cosa funziona e cosa no. Osserva quali sono i blocchi spogli o quelli troppo affollati di parole, cerca di capire dove sono le criticità della tua strategia e come puoi aggiustarle. Ad esempio, se l’area relativa alla comunicazione potrebbe essere spoglia: magari dovresti investire di più sulla campagna di comunicazione. Se il posizionamento non è accattivante, forse dovresti modificarlo. O magari ti stai rivolgendo al target sbagliato, e venderesti di più se ti rivolgessi alle persone giuste.

Perché il Personal Branding Canvas funziona?

Hai notato che questa tecnica ti costringe a definire le precedenti tips fondamentali per definire il tuo personal brand? Ebbene, il Personal Branding Canvas funziona perché ti aiuta a visualizzare concretamente i tuoi punti di forza e quelli di debolezza, i tuoi obiettivi, la tua promessa di valore e ciò che puoi fare per comunicarla al target giusto.

Utilizzandolo, puoi progettare un primo prototipo di strategia di personal branding da testare e, in base ai feedback che riceverai, da aggiornare.

Personal Branding Canvas e LinkedIn

Ma questo strumento è utile anche per creare una strategia di personal branding su LinkedIn? La risposta è sì: non a caso l’ideatore di questo Canvas, Centenaro, ha elaborato anche un LinkedIn Canvas che si basa sul Personal Branding Canvas. Compilando questo modello, avrai un’idea di ciò che vuoi comunicare, come e a chi. Potrai utilizzare questa macroanalisi per:

  • definire per bene la tua identità online a tutto tondo e il modo in cui vuoi comunicarla;
  • compilare la tua bio e la tua headline. Grazie al Personal Branding Canvas sai già quali aspetti della tua figura professionale evidenziare, qual è la tua promessa e come vuoi posizionarti: devi solo metterlo nero su bianco su LinkedIn;
  • usare i contenuti chiave del Canvas relativi a competenze, professione ed esperienze per compilare le rispettive sezioni del profilo LinkedIn;
  • elaborare un piano editoriale e delle bozze di contenuti da condividere su LinkedIn basandoti sulle risposte relative al tuo posizionamento, alla promessa, all’identità, ala professione e alle competenze che sono venute fuori dalla compilazione del Personal Branding Canvas.

Strumento #2: la Personal SWOT analysis

L’Analisi SWOT Personale è utilissima se stai cercando di creare il tuo Personal Brand, ma anche se ti stai lanciando in nuove imprese, se vuoi avviare un nuovo progetto, se vuoi crescere professionalmente.

Sicuramente hai già sentito parlare di Analisi SWOT: si tratta di uno strumento molto utilizzato dalle aziende per valutare progetti e strategie.

Quattro fattori compongono questa analisi: Strenghts, Weaknesses, Opportunities e Threats, ovvero punti di forza, debolezze, opportunità e minacce. Questi quattro fattori vengono presi in esame dall’analisi, che quindi valuta sia l’azienda, il progetto, la strategia in sé, con i suoi punti di forza e di debolezza, che l’ambiente in cui opera, studiandone le opportunità e le minacce.

In più, tiene conto sia dei fattori positivi che ti avvicinano al raggiungimento del tuo obiettivo (Strenghts e Opportunities) che di quelli negativi che, invece, ti allontanano dall’obiettivo (Weaknesses e Threats).

Personal Branding Analisi SWOT Personale schema ResultConsulting consulenza-per-la-vendita-b2b

Qui però parliamo dell’Analisi SWOT Personale, cioè l’applicazione dei principi della SWOT Analysis alla singola persona. Questa analisi ti permette di prendere consapevolezza dei tuoi punti di forza e di debolezza, di valutare al meglio il tuo potenziale, di comprendere in che modo puoi crescere e da quali minacce devi difenderti. L’Analisi SWOT Personale ti aiuta a:

  • sviluppare al meglio il tuo Personal Brand: una volta conclusa, ti renderai conto di cosa devi mettere in evidenza, come devi comunicare e cosa ti manca per cogliere le opportunità connesse al tuo obiettivo:
  • progredire nella professione: sei nelle condizioni di comprendere quali sono le tue lacune professionali e le minacce che potrebbero danneggiarti;
  • distinguerti dai competitor: sai su quali talenti devi puntare per cogliere le opportunità.

Come fare l’Analisi SWOT Personale

Per fare l’analisi SWOT personale devi studiare i quattro fattori che la compongono. Ti do un consiglio: siediti, prendi carta e penna (o il tuo software preferito per creare mappe mentali) e disegna la matrice dell’analisi SWOT.

A questo punto, seguendo le domande che ti proporrò nel resto dell’articolo, pensa a delle parole o a delle brevi frasi che ti descrivono e inseriscile nello schema: alla fine dell’analisi, otterrai una sorta di fotografia della tua situazione professionale attuale e potrai mettere in relazione i vari fattori per elaborare la tua strategia.

1. Definisci il tuo obiettivo

Prima di iniziare con l’analisi SWOT personale vera e propria, facciamo un piccolo passo indietro.

L’analisi SWOT personale cambia a seconda dell’obiettivo che ti poni: cambiando il contesto, i punti di forza possono diventare debolezze e viceversa, e l’ambiente esterno sarà inevitabilmente diverso.

Quindi, prima di iniziare, chiediti: qual è il tuo obiettivo? Perché stai cercando di creare una strategia di Personal Branding? Cosa vuoi ottenere?

2. Analisi SWOT personale interna

Pronto a iniziare con la pratica? Partiamo con l’analisi interna, cioè quella che riguarda te in prima persona: considererai le tue abilità, esperienze, risorse, skills, talenti, abitudini, e li inquadrerai come punti di forza o di debolezza in base al tuo obiettivo di personal brand.

Se hai difficoltà con questa analisi, ti do un consiglio: compila una lista delle tue caratteristiche personali, sia positive che negative, e chiedi ad almeno altre 2-3 persone (colleghi, amici, famigliari eccetera) di fare la stessa cosa, dopodiché metti a confronto le liste. In questo modo avrai accesso anche al punto di vista degli altri, oltre che al tuo, e potrai orientarti meglio. Andiamo decisi sui quattro fattori della SWOT, ossia:

  1. Strenghts: i tuoi punti di forza. Iniziamo dai punti di forza, cioè tutto ciò che sei bravo a fare, che ti differenzia dai competitors e che rappresenta il motivo per cui i clienti dovrebbero scegliere te. Il problema che hanno in monti è che faticano a riconoscere i propri punti di forza. Ti do una mano: ecco alcune domande con cui farti guidare per analizzarli sia dal tuo punto di vista che dal punto di vista degli altri. Mi raccomando: non essere timido né troppo modesto quando rispondi!
    • Cosa sai fare bene?
    • Cosa sai fare meglio degli altri?
    • Quali risorse possiedi?
    • Quali vantaggi hai in più degli altri (competenze, network, certificazioni…)?
    • Cosa ti distingue da colleghi e/o competitors?
    • Quali punti di forza ti vengono spesso riconosciuti dagli altri?
    • Hai delle conoscenze particolari e approfondite?
    • Quali sono i valori in cui credi?
    • Hai un network di valore?
    • Quali sono le tue competenze principali?
    • Hai dei talenti speciali?
    • Di quali successi vai più fiero?
    • Perché un cliente dovrebbe scegliere te? Che vantaggi ne trarrebbe?
  2. Weaknesses: i tuoi punti di debolezza. I punti di debolezza rappresentano le tue lacune per quanto riguarda competenze, conoscenze, risorse, abilità. Queste lacune possono compromettere il raggiungimento dei tuoi obiettivi, impedirti di cogliere le opportunità ed esporti alle minacce dell’ambiente esterno, quindi devi imparare a colmarle o comunque a gestirle. Ecco alcune domande da porti per compilare la sezione Weaknesses della tua Analisi SWOT personale:
    • Cosa non sei bravo a fare?
    • Quali sono le tue caratteristiche lavorative negative o controproducenti? (ad esempio sei disorganizzato? Tendi a essere in ritardo? Non riesci gestire la pressione?)
    • Quali sono le tue lacune dal punto di vista delle conoscenze?
    • Ci sono delle competenze che i tuoi competitors hanno e tu no?
    • In cosa senti di dover migliorare?
    • Quali risorse ti mancano?
    • In quali attività ti sembra di fare più fatica?
    • In quali contesti ti senti più in difficoltà?
    • Quali sono le tue debolezze secondo gli altri?
3. Analisi SWOT personale esterna

Ora che conosci meglio la tua figura professionale, puoi occuparti dell’ambiente esterno, in cui puoi trovare delle opportunità professionali interessanti, ma anche delle minacce al raggiungimento dei tuoi obiettivi. Oltre a osservare il mondo esterno (la tua azienda, il tuo settore, il mercato del lavoro e così via), pensa anche ai tuoi punti di forza e debolezza e cerca di capire se potrebbero crearti delle opportunità, oppure se potrebbero generare una minaccia.

  1. Opportunities. Iniziamo dalle opportunità, cioè tutti gli eventi esterni da cui puoi trarre vantaggio: incentivi, offerte di lavoro, nuove collaborazioni, nuovi progetti, promozioni, ingresso in nuovi settori e così via, da cui potrai trarre vantaggio sia nel breve che nel lungo periodo. Per individuarle chiediti:
    • Quali tendenze del mercato puoi sfruttare?
    • In quale altro ambito potresti lavorare?
    • Quali possibilità potresti trarre dal tuo network?
    • Quali sono i trend positivi del tuo settore?
    • Quali esigenze del tuo target non vengono soddisfatte dai tuoi principali competitors?
    • Sono previsti eventi che potrebbero aprirti nuove opportunità (networking, corsi, conferenze, fiere ecc…)?
    • Sono previsti eventi che potrebbero farti apprendere nuove conoscenze e competenze (corsi, incentivi, nuovi progetti, nuovo team ecc…)?
    • Sono in atto cambiamenti sociali, culturali, tecnologici o normativi che potrebbero favorirti?
  2. Threats: le minacce che hai dall’ambiente esterno. Analizziamo le minacce: tutti gli eventi esterni che potrebbero ostacolare il raggiungimento del tuo obiettivo. Sono indipendenti dalla tua volontà, ma in alcuni casi puoi conoscerle e anticiparle, in modo da gestirle al meglio. Chiediti:
    • Quali ostacoli stai affrontando al lavoro?
    • Quali sono i trend negativi del tuo settore? Ci sono cambiamenti in atto o possibilità di crisi?
    • Il mercato in cui operi (o vorresti operare) è già saturo? C’è forte concorrenza?
    • Quanto forti sono i competitors?
    • Qualcuno dei tuoi punti deboli potrebbe esporti a minacce?
    • Quali sono gli aspetti del settore in cui lavori di cui tutti si stanno lamentando?
    • Sono in atto cambiamenti sociali, culturali, tecnologici o normativi che potrebbero penalizzarti
    • Cosa stanno facendo i tuoi principali competitors?
4. Leggere l’Analisi SWOT personale

Ora che hai completato la tua analisi SWOT personale hai un quadro completo su punti di forza su cui puntare per distinguesti dalla concorrenza e attirare il tuo target; debolezze su cui lavorare per crescere professionalmente; opportunità che dovrai essere bravo a cogliere per raggiungere il tuo obiettivi minacce da anticipare e gestire per realizzarti. Ora puoi incrociare i vari fattori mettendoli in relazione:

  • Quali sono i punti di forza che ti permetteranno di sfruttare le opportunità?
  • Quali sono i punti di forza che ti permetteranno di affrontare, eliminare o ridurre le minacce?
  • Quali sono le opportunità che ti permetteranno di colmare le tue debolezze (ad esempio: corsi per colmare le lacune nelle skills, eventi di networking per crearti una rete di persone di valore, incentivi che ti permetterebbero di ampliare la tua attività ecc…)?
  • Quali sono le minacce che potrebbero minare i tuoi punti di forza?
  • Quali sono i punti deboli che potrebbero esporti alle minacce più importanti (ad esempio: non hai una certificazione che presto diventerà obbligatoria, non hai delle competenze che potrebbero essere fondamentali per ricevere una promozione, non sai fare quel qualcosa che spinge i clienti a scegliere il tuo competitor)?
  • In quali settori o situazioni o con quali persone potresti trasformare i tuoi punti di debolezza in punti di forza (ad esempio: hai delle caratteristiche che nel tuo settore non sono viste di buon occhio ma che potrebbero spaccare in un altro mercato)?
  • Quali minacce potrebbero diventare delle opportunità (ad esempio: una nuova tecnologia potrebbe penalizzare il tuo settore, ma tu impari a utilizzarla prima degli altri)?
5. Usare l’Analisi SWOT per il tuo brand

Con l’Analisi SWOT Personale hai innanzitutto un quadro completo dei punti di forza su cui premere nella tua comunicazione e, in base a essi e all’analisi della tua nicchia, puoi definire il tono di voce da utilizzare.

Anche i punti di debolezza sono importanti: ovviamente dovrai intervenire su di essi e lavorarci su, ma saprai anche su cosa non puntare all’interno della tua strategia. In più, sei a conoscenza delle opportunità che puoi cogliere con la tua strategia di personal branding e delle minacce da evitare.

Insomma, con l’analisi SWOT personale, unita ovviamente alla definizione dell’obiettivo e alla definizione del target, puoi elaborare una strategia di contenuti efficace.

3 esempi di self branding su Linkedin

Giacomo Calabrese

Profilo di Giacomo Calabrese

Il primo esempio di Personal Branding su LinkedIn che ti propongo è quello di Giacomo Calabrese. Sul profilo LinkedIn di Giacomo troverai la sua visione di business a 360°: la nostra modalità di lavoro 100% da remoto, eventi business, viaggi di lavoro, incontri con i clienti, insights su cosa facciamo noi di Result Consulting. Insomma, il personal branding qui si fonde perfettamente con la dimensione aziendale, rendendolo, a nostro avviso, un esempio di profilo LinkedIn professionale.

Insomma, il profilo di Giacomo è molto ispirazionale, pieno di foto, con un tono di voce amichevole che però non perde professionalirà o autorevolezza: un esempio perfetto su LinkedIn per chi vuole fare personal branding puro, condividendo prima di tutto sé stesso e la propria vision.

Paolo Susani

Paolo Susani della Zucchetti su Linkedin

Paolo Susani è il Direttore Commerciale del Gruppo Zucchetti. Quando pensiamo a lui ci vengono in mente tre parole: esperienza, innovazione, competenza. Gli stessi valori che lavora Paolo con il suo Personal Brand su LinkedIn: in ogni angolo del suo profilo LinkedIn traspaiono i suoi 20 anni di esperienza nel settore, insieme alla passione e alle competenza nel campo dell’innovazione, della digitalizzazione e della crescita delle aziende.

Sul suo profilo LinkedIn, Paolo condivide valore attraverso un formato che funziona molto bene: i video brevi, in cui condivide riflessioni sulla digitalizzazione e sul mondo imprenditoriale in generale. Video che generano molte interazioni e commenti, ai quali Paolo Susani risponde sempre in modo personale e personalizzato.

Maria Luisa Frigerio

Headline di Maria Luisa su Linkedin

Cosmopolita, competente, innovatrice e con un’enorme passione per il suo lavoro: Maria Luisa Frigerio, Chief Operating Officer di Prolink e DGProlink, racconta questo con la sua strategia di Personal Branding su LinkedIn.

Maria Luisa si occupa di innovazione nella gestione delle risorse umane lavorando completamente da remoto: nei suoi contenuti ritroviamo entrambi questi temi: eventi e traguardi aziendali, ma anche la sua personale visione di un’innovazione a misura d’uomo, del mondo del lavoro in generale, del ruolo della donna nel business, il tutto raccontato con un tono chiaro, semplice e positivo che trattiene il prospect sul suo profilo.

Dove iniziare con il Personal Branding?

Dove iniziare ad applicare le tecniche per creare un brand personale efficace? Sicuramente su LinkedIn! La piattaforma infatti ti permette di fare personal branding in modo semplice e diretto, raggiungendo un’ampia platea di potenziali. Per fare personal branding su LinkedIn puoi:

  • curare la tua bio, in modo che comunichi ciò che ti caratterizza e ti distingue;
  • inserire tutte le informazioni che vuoi far conoscere su di te: istruzione, esperienze lavorative, competenze, volontariato;
  • comunicare consistentemente con il tuo target tramite post e articoli di valore.

👉 Qui è dove trovi tutte le informazioni che ti servono per costruire il tuo Profilo LinkedIn di successo


Costruirsi un personal brand unico, riconoscibile ed efficace può essere più complesso di quanto sembra. Se vuoi saperne di più su come farlo concretamente, contattataci: un nostro consulente ti aiuterà a valutare la situazione.

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