Creare un Piano Editoriale LinkedIn è il modo migliore per gestire i contenuti per questo social network fatto di relazioni professionali. Questo documento – il piano editoriale o PED – viene utilizzato per programmare le pubblicazioni nel tempo.
Puoi (e dovresti) creare un piano editoriale sia per il profilo personale che per la pagina aziendale su LinkedIn, ma ti consiglio di NON improvvisare: non basta avere un calendario di pubblicazione e magari un software di post scheduling per programmare i post con successo.
Cos’è un piano editoriale
Il Piano Editoriale è un documento strategico in cui descrivere la visione d’insieme del tuo progetto di strategia LinkedIn, definendo gli obiettivi strategici, i macrotemi da trattare e le modalità di creazione e pubblicazione dei contenuti.
Funziona come una sorta di mappa, che ti indica la direzione da seguire quando crei e pubblichi dei contenuti e ti aiuta a restare in carreggiata, rendendo il tuo lavoro sui social coerente, efficace e consistente.
Il contenuto del piano editoriale, di Linkedin così come di qualsiasi altra piattaforma, si compone di:
- Obiettivi dei contenuti, che solitamente li suddividiamo nelle diverse fasi del funnel marketing:
- awareness, cioè farsi conoscere e generare consapevolezza riguardo alla propria azienda o alla propria persona (hai presente il personal branding? Ecco, quello);
- consideration, cioè mostrare nella pratica ciò che fai e che sai fare;
- conversion, cioè mostrare i propri risultati con recensioni, case study, premi e via dicendo;
- engagement, cioè generare reazioni da parte del proprio network su LinkedIn.
- Macrocategorie da trattare, che siano funzionali ai tuoi obiettivi, ma soprattutto devono essere adatte a rispondere alle esigenze e agli interessi della tua nicchia.
- Tipologia e formato di contenuti da creare;
- Frequenza di pubblicazione.
Piano editoriale e calendario editoriale sono la stessa cosa?
Attenzione: piano editoriale e calendario editoriale non sono sinonimi! Il piano editoriale indica la direzione da seguire, in modo da ottimizzare il lavoro. Viene sviluppato pensando al lungo periodo (si può elaborare su base semestrale o annuale).
Il calendario editoriale traduce la strategia in azione: rappresenta la gestione operativa del piano editoriale, cioè va a calendarizzarne in modo dettagliato lo sviluppo, specificando per ogni contenuto giorno e ora di pubblicazione, macrocategoria di riferimento, tipologia di contenuto, testo ed eventuali media, hashtag da utilizzare, piattaforma su cui pubblicare (se, oltre a LinkedIn, hai deciso di lavorare anche su altri social) e via dicendo. Il calendario è relativo al breve periodo (uno o due mesi).
In altre parole, il piano editoriale serve a capire cosa trattare e come trattarlo, mentre il calendario editoriale specifica quando parlarne e dove. Quindi, come si fa un Piano Editoriale LinkedIn?
Come creare il Piano editoriale per LinkedIn
Step 1: Definisci gli obiettivi
Perché vuoi pubblicare su LinkedIn? Per spammare in giro qualche link al tuo sito? O vuoi costruire qualcosa di più interessante? Per rendere efficace la tua strategia di pubblicazione, hai bisogno di definire un obiettivo specifico. Utilizzare LinkedIn può aiutarti a raggiungerne diversi:
- Personal Branding.
- Lead Generation.
- Brand Awareness.
- Storytelling.
Puoi lavorare al tuo piano editoriale per aumentare il numero di lead generati o per fare nurturing (ed avvicinare a te) i prospect con cui sei già in contatto, oppure potresti decidere di puntare sullo sviluppo del tuo brand e sulla consapevolezza del tuo marchio. Dipende da qual è la tua priorità: a te la scelta!
Step 2: pensa ai contenuti
Prima di iniziare a postare, devi necessariamente pensare al tuo ToV (tone of voice), ovvero il modo in cui vuoi comunicare su questo social. Solo così avrai modo di veicolare valori, obiettivi, mission. Ricorda: senza tone of voice non si procede (o, al massimo, si crea soltanto confusione)!
Scelto il ToV, occupati dei contenuti da pubblicare. Nel Piano Editoriale per LinkedIn deve esserci un allineamento tra Obiettivi e Contenuti di qualità. Quindi, che tipodi contenuti dovresti pubblicare sul tuo profilo LinkedIn? Hai tantissime opzioni:
- Foto e video.
- Contenuto testuale.
- Annunci di lavoro.
- Sondaggi online.
- Eventi.
- Offerte di aiuto.
- Occasioni speciali.
Se userai anche foto, caroselli, infografiche, video e altri materiali dovrai prepararli in anticipo, quindi è bene sapere per che argomenti ti serviranno e quando. Allo stesso modo, i vari argomenti hanno sicuramente priorità diverse a seconda dei tuoi obiettivi: classificane l’importanza e, in base a quella, la frequenza con cui verranno pubblicati.
L’obiettivo principale del tuo piano editoriale LinkedIn deve essere quello di generare nuove idee per trasformare i tuoi valori e le tue necessità in contenuto. Ad esempio, puoi creare una rubrica in cui:
- Mostri il dietro le quinte del lavoro con il tuo team o del lavoro con i clienti.
- Analizzi i nuovi trend del tuo settore.
- Distribuisci piccole pillole di approfondimento sui temi che ti stanno a cuore.
Una volta trovato il format giusto, continua a battere il ferro e, nel frattempo, cerca un nuovo format pronto a sostituire il precedente quando la spinta sarà finita.
Strumenti per creare un Piano Editoriale per LinkedIn
Puoi creare un piano editoriale (e un calendario editoriale) con strumenti semplicissimi: un foglio di lavoro Excel o un foglio Google, ideale se hai bisogno di condividere il documento.

Grazie a svariate ricerche sappiamo che:
- i post di LinkedIn senza link hanno prestazioni migliori di quelli in cui viene inserito un link;
- il tipo di contenuto più comune è l’immagine, anche se i contenuti di solo testo funzionano altrettanto bene. In linea di massima, comunque, il visual funziona quasi sempre meglio.
Ma, attenzione! Non basarti solo e soltanto su questi dati: scegli la tua strada e i tuoi contenuti in base a cosa sai fare e cosa potrebbe interessare il tuo target e, se non lo sai, sperimenta.
Ricorda sempre qual è il target
Prima di elaborare una strategia, bisogna sempre analizzare il target e trovare la propria nicchia specifica. Tutta la tua strategia, infatti, deve essere basata sulle esigenze, i problemi, gli interessi e le abitudini della tua nicchia – altrimenti sarebbe come parlare al vuoto!
Testi, video, foto, pdf, sondaggi: LinkedIn mette a disposizione tantissime tipologie di post. Prova e trova quella migliore per te e per la tua strategia di comunicazione.
Stabilisci la frequenza di pubblicazione
La frequenza di pubblicazione deve tenere in considerazione:
- le tue esigenze pratiche: quanto tempo vuoi dedicare a LinkedIn?
- le esigenze della tua nicchia: quanto tempo passa su LinkedIn?
- i tuoi obiettivi: in quale arco di tempo si sviluppa la tua strategia?
- il fattore ritmo: se non stabilisci una certa frequenza, è facile perdere il ritmo dopo poche settimane e finire per pubblicare “quando capita”.
Il Piano Editoriale è rigido?
Il piano editoriale LinkedIn è un documento redatto pensando al lungo periodo, ma deve comunque garantire un minimo di flessibilità: contenuti infatti vanno testati per capire quali funzionano meglio e quali no (magari con l’aiuto delle statistiche di LinkedIn), in modo da aggiustare il formato, la frequenza di pubblicazione e così via.
Step 3: Cosa inserire nel piano editoriale perfetto per LinkedIn
Il piano editoriale per LinkedIn non è fatto di sole analisi che puoi utilizzare per comprendere meglio cosa pubblicare su questo social: c’è bisogno anche di una fase operativa. Questo significa creare e aggiornare regolarmente un calendario editoriale. Parliamo semplicemente di un documento diviso in giorni, mesi e settimane sui cui andrai a definire:
- Cosa pubblicare.
- A che ora e in che giorno pubblicare.
- Il testo del post.
- La tipologia di post.
- La foto da allegare (se presente).
- La rubrica di cui fa parte il post.
Esempi di contenuti di qualità da sperimentare
C’è solo una linea guida da tenere bene a mente quando sviluppi il tuo piano editoriale per LinkedIn: realizzare delle rubriche e avere le idee chiare sul tipo di contenuto da pubblicare per intercettare l’interesse del pubblico. Ecco alcuni esempi di contenuti che puoi provare ad inserire nel tuo piano editoriale per LInkedIn:
- Novità dal blog aziendale.
- Post di clienti e collaboratori.
- Immagini che mostrano le statistiche.
- Motivazione e auto-miglioramento.
- Ricerche, case study, white paper.
- Articoli di settore frutto della content curation.
- Riflessioni personali sul tuo business.
- Sondaggi creati con i tool di LinkedIn.
Se vuoi, ne abbiamo parlato anche in questo approfondimento: Cosa pubblicare su LinkedIn?
Pronto a creare il tuo PED per LinkedIn?
Portare avanti un’attività di content creation per LinkedIn non è una passeggiata, anzi, è qualcosa che richiede tempo, pazienza e dedizione.
Ma è una delle poche cose che può davvero dare un boost al tuo personal brand, portandoti notorietà, contatti e potenziali clienti, i quali, non saranno interessati solo a ciò che vendi ed offri, ma anche a te come persona.
Ovviamente capisco bene che non tutti si approcciano alla content creation in modo spontaneo e intuitivo, e che creare un Piano Editoriale LinkedIn e dei contenuti di valore può sembrare complicatissimo a chi non lo ha mai fatto prima.
Eppure è importantissimo e secondo me irrinunciabile: ormai l’80% dei lead social passa per LinkedIn, e solo in Italia un milione di Decision Makers utilizzano attivamente questo social. Dunque sì, usare LinkedIn (e usarlo bene) è importante per vendere nel B2B.
Se hai dubbi su perché dovresti farlo e come iniziare, ti consiglio di prenotare una call con il nostro team: ti spiegheremo la nostra strategia vincente e come applicarla in modo personalizzato a qualsiasi business, compreso il tuo.
Ci sentiamo presto per un confronto!






